Ponte S.Angelo - ROMACITTAETERNA

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PONTE S. ANGELO

La sua prima denominazione fu ponte Elio dall'imperatore Publio Elio Adriano che lo fece costruire tra il 130 e il 135 d.C. dall'architetto Demetriano. Il nome attuale si ricollega alla tradizione secondo la quale nel 590 d.C., mentre papa Gregorio Magno attraversava il ponte durante una processione penitenziale, ebbe la visione dell'arcangelo S. Michele che sulla sommità della Mole Adriana riponeva nel fodero la spada a significare la fine della pestilenza che affliggeva Roma. E da allora la denominazione si estese anche al Castello, sui cui spalti venne innalzato il famoso angelo a ricordo dell'avvenimento.
In memoria di un incidente verificatesi durante il giubileo del 1450, che provocò per la calca la morte di 200 persone, Nicolò V fece costruire due piccole cappelle espiatorie dedicate a S. Maria Maddalena e ai SS. Innocenti. Nel 1533 Clemente VII ordinò la demolizione delle cappelline, malridotte durante il sacco di Roma del 1527, facendole sostituire con le attuali statue di S. Pietro e S. Paolo, opere rispettivamente di Lorenzetto e Taccone. Nel 1536, in occasione della venuta a Roma dell'imperatore Carlo V di Spagna Paolo III affidò a Raffaello da Montelupo l'incarico di ornare il ponte con otto statue di stucco (presto andate in rovina) raffiguranti i quattro evangelisti e i quattro patriarchi. Un restauro generale del ponte fu curato dal Bernini per volontà di Clemente IX negli anni 1668- 1669. I parapetti chiusi furono sostituiti da balaustrate di pietra e cancellate di ferro, e alle due statue esistenti ne vennero aggiunte altre dieci rappresentanti angeli con i simboli della Passione. Due di essi, di eccezionale bellezza, scolpiti in marmo dallo stesso Bernini, furono donati alla chiesa di S. Andrea delle Fratte, dove ancor oggi si ammirano, e sul ponte furono collocate le relative copie; gli altri otto angeli sono di vari autori.
Sulla sinistra è il breve tratto del lungotevere degli Altoviti, a ricordo dell'omonimo palazzo che un tempo lambiva le rive del Tevere; sulla destra, dopo la grande mole di Castel S.Angelo, il lungotevere Vaticano fronteggia la piazza Pia, dalla quale si apre la via della Conciliazione con la splendida visione della basilica di S. Pietro.


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